Quarta puntata...

 

Carissimi,

            con gli auguri di Natale, vi mando alcune riflessioni di questi giorni e il racconto di alcuni degli avvenimenti del quarto mese, qui nella Parrocchia Nossa Senhora de Nazaré.

I primi alberi di Natale qui all’equatore sono comparsi nei negozi a fine ottobre. Con palloncini colorati e luci. Incredibile. Aggiungendo il caldo ed il Rio delle Amazzoni di fronte, non mi sono sentito molto in clima natalizio.

Natale qui arriva a metà delle vacanze principali, le scuole sono già finite e riprenderanno all’inizio di febbraio, chi può viaggia per andare a trovare i parenti in qualche parte del vasto territorio brasiliano. Tutti mi dicono che anche per questo non è molto sentito.

Ieri ho battezzato due gemellini nati da pochi giorni e con qualche problema di salute: Maria Clara e Luiz Felipe. L’abbiamo preparata un po’ in fretta la celebrazione, perché oggi la mamma li riportava nel villaggio sull’isola Chavez, dodici ore di barca da Macapà. Con i familiari dei piccoli e la comunità Os Arcanjos riflettevo sul mistero della vita: ogni volta che nasce un nuovo bimbo è Dio che dice che crede ancora nell’umanità.

Quando Gesù è nato, Dio il Padre, ha dichiarato la sua fede nell’umanità e ha mandato suo Figlio, affidandocelo. Si è fidato di noi… e noi l’abbiamo messo in croce. Abbiamo chiuso in un sepolcro nella roccia la luce vera che illumina le nostre tenebre.

Natale è così: Dio, l’Onnipotente fatto fragile, si mette nelle nostre mani e si fida di noi, Dio pone la vita nelle nostre mani, la sua vita presente nei nostri fratelli, presente nell’Eucaristia e nella Parola. Il problema è come l’accogliamo. Ci pensavo mentre giravo per le strade di terra della periferia di Macapà: quanta vita Dio manda, quanta fiducia ha ancora nel mondo e quante volte questa vita è messa in croce.

Eppure a noi è dato il potere di viverlo il Natale, accogliendo la presenza reale di Cristo nei poveri, nei piccoli, nei diseredati della terra, vivendo la presenza reale dell’Eucaristia, certificando come vera la sua Parola, attraverso una vita che la compie.

 

Ora manca davvero poco a Natale, che qui certamente non sarà al freddo e al gelo, anche se ha cominciato a piovere ed è iniziato l’inverno. Le stagioni qui sono due: estate (non piove), inverno (piove). Stamattina alzandomi ho sentito che c’era un po’ più freddo del solito e infatti il termometro segnava 27 °C.

È arrivata la pioggia – domenica 6 dicembre : dopo alcuni mesi senza pioggia, molti pozzi erano secchi e tante famiglie erano senza acqua. L’attesa dell’avvento qui coincide con l’attesa delle prime piogge. Pensate: qui accanto scorre l’imponente Rio delle Amazzoni, con una quantità enorme di acqua dolce, eppure si può ancora avere bisogno di acqua. Così la gente è stata contenta della prima pioggia. Erano arrivati i primi venti, le nuvole scure che andavano e venivano per due giorni, infine il cielo si è aperto ed ha lasciato andare tutta l’acqua trattenuta da tempo. Già adesso si allaga tutto e sono solo le prime piogge, da gennaio dovrebbe piovere quasi in continuazione. C’è il vantaggio che la temperatura migliora e si sta meglio, il problema è che molte strade non sono asfaltate e si fa fatica a spostarsi.

Ritiro parrocchiale – domenica 6 dicembre : come vedete è lo stesso giorno dell’inizio della pioggia e noi ovviamente avevamo previsto la Messa all’aperto (tanto non piove da mesi!). Ma il Signore è buono e la Messa era alle 8 di mattina e la pioggia è arrivata alle dieci. Per il ritiro avevamo scelto la comunità di Santa Cristina, una delle più piccole, per coinvolgerla. Hanno partecipato poco più di 50 fra catechisti ed animatori delle 13 comunità, condividendo la preghiera, il pranzo (feijoada), la verifica dell’anno pastorale, che qui termina a metà dicembre. Il nostro diacono Fortunato ha tenuto le meditazioni, mentre padre Paolo e io ci alternavamo nella presenza, avendo le Messe da celebrare. Colpisce il modo allegro e vivace di vivere un ritiro ed anche l’autonomia che hanno: non c’è bisogno che il sacerdote sia sempre presente e sia lui a preparare preghiere e riflessioni.

Martedì 8 dicembre e sabato 12 – Festa Imaculada Conceiçao : una delle 13 comunità è dedicata all’Immacolata Concezione, quindi era la loro festa patronale, che qui quasi sempre è divisa in Festa religiosa (processione e S.Messa) e Festa sociale, che comporta sempre i piatti tipici della tradizione, il bingo a premi, i gruppi musicali. In questo caso a cantare sono stati i giovani di alcune delle nostre comunità, suonando con chitarra e batteria solo canti religiosi.

Corali di Natale – domenica 13 dicembre : dopo la Messa delle 7.30 a Rainha da Paz i gruppi di ragazzi di alcune delle comunità hanno eseguito in chiesa una rappresentazione natalizia, con danze e canti. Abbiamo preso a noleggio un autobus per passare a prenderli alle 6.30 di domenica mattina. Hanno una grande capacità nel mettere in scena rappresentazioni religiose, preparando anche i costumi. Quella più tipica ovviamente è la Sacra Famiglia nel presepe, ma talvolta compaiono anche i babbo Natale, a piedi nudi e con la tipica cuffia per il freddo.

La Novena di Natale – dicembre : qui è uno dei momenti più sentiti, sono 9 serate distribuite lungo l’avvento, in cui le famiglie si trovano in una casa o più spesso nella strada davanti ad una casa, pregando secondo un testo preparato per l’intero Brasile. È un modo di pregare e cantare che li coinvolge molto, in tanti intervengono con una propria riflessione o testimonianza di vita. Ricordo la testimonianza di pace di una giovane donna: la sera prima tornando dalla preghiera era stata fermata da due uomini, che con la pistola si sono fatti dare la sua bicicletta. Ha avuto paura, ma già la sera dopo aveva deciso di uscire per ringraziare Dio e testimoniare la fiducia nel futuro.

Cresime – domenica 20 dicembre : la celebrazione è stata alle 19.00 con 59 adolescenti, fra i 13 ed i 18 anni, di sette diverse comunità della Parrocchia. Quando dom Pedro è arrivato la chiesa Rainha da Paz era già colma di gente, un po’ chiassosa, ma che ha saputo partecipare attivamente. Dal giorno prima in tanti stavano preparando il tutto; abbiamo fatto il ritiro sabato, dalle 7.30, con le confessioni. C’era anche il confessore forestiero, che qui è una rarità avere. Tutto è stato preparato dai giovani, comprese le pulizie della chiesa, la preparazione della liturgia e delle preghiere, i documenti necessari, le meditazioni del ritiro. Anche questa è un’esperienza rara da trovare in Italia: comunità, che sono come una parrocchia, portate avanti dai giovani.

Il mutirao e la doccia – 22 dicembre : stavo già per spedire questa lettera quando Hamilton, un amico, passa a raccontarmi del mutirao (giornata di lavoro volontario) di domenica scorsa, nella comunità Maria Mae da Vida. È stato il primo della breve storia di questa comunità. Con commozione mi parla di Baxino, un uomo che si era allontanato dalla Chiesa e che era venuto a lavorare con gli altri tutto il giorno gratuitamente, tinteggiando le pareti di legno della chiesa. Tornò a casa solo dopo le cinque del pomeriggio per prepararsi per la Messa che si sarebbe celebrata nella stessa chiesa e la moglie vedendolo gli dice: “Siamo senza acqua perché il pozzo si è seccato” e lui tranquillamente: “Non preoccuparti, Gesù ci darà l’acqua perchè dobbiamo tutti andare a Messa da lui”. Si fece la doccia lui, la moglie, i sette figli; dopo il settimo e ultimo figlio, l’acqua terminò e tutti insieme andarono a Messa.

Il Natale : non è sentito come da noi. Già due comunità sono venute e chiedere di non celebrare la Messa quel giorno, tanto non verrebbe nessuno. Altri chiedono se “venerdì” ci sarà qualcosa e per venerdì intendono dire il 25 dicembre. Sto affannandomi a dire che il 25 non è “venerdì”, ma è Natale, che è meglio. Non che non sentano il Natale, è solo che quel giorno già hanno fatto tutto, compreso la tipica mangiata e bevuta della notte. Perciò abbiamo programmato 4 celebrazioni della Notte di Natale nelle 4 comunità principali, due alle 19 e due alle 21, invitando anche quelli delle piccole comunità. Poi, il 25 si vedrà, se qualcuno verrà si pregherà insieme, ma saranno piccoli gruppi, come da noi il giorno dopo Natale ed il giorno dopo Pasqua. Qui i momenti forti del tempo di Avvento sono: la Novena di Natale, le rappresentazioni natalizie dei ragazzi e la Messa della Notte (speriamo).

Ecco. Questi sono alcuni avvenimenti del quarto mese. Ce ne sono stati altri, ma già mi sono dilungato. A Natale pranzeremo dal vescovo Pedro con gli altri sacerdoti. Poi le attività riprenderanno: il 26 dicembre sono previsti 28 battesimi nella comunità Santo Expedito. È Dio che continua a fidarsi della vita su questa terra e che continua a nascere.

 

don Stefano

 N.d.r. : Per chi volesse contattare direttamente don Stefano questo è l'indirizzo:  padre.estevao@hotmail.com.br